Metti una domenica pomeriggio ad Artefiera. Da cui ne esci con una forte carica decorativa da dover applicare a qualche oggetto di recupero. (Datemi una vecchia cornice da cartavetrare. Ne ho bisogno) - Però nell’immediato ho più bisogno di trovare un autobus che mi riporti verso il centro.
Così mi avvicino alla fermata e scorgo un paesaggio umano che subito mi appare come un presagio: gruppo di donne anziane, scarpa decollete-ma-comoda-taccospianato4, pelliccia, bulbi antigravità (a onor del vero qualcuna sfoggiava anche una frangetta molto contemporanea) e labbra rosso fuoco. Il presagio prende i contorni di una vera epifania quando le sento valutare gli orari dell’autobus e i possibili ritardi scegliendo una linea o l’altra e una dice: “be’ se anche arriviamo a casa tardi che problema c’è? Io non ho nessuno che mi aspetta!”. Quando il girl power diventa granny power. O la vita ti regala l'onere di essere 'quella che resta'.
E lì, per strane associazioni mentali, ho ricordato una scena che avevo immortalato a Paris qualche tempo prima..non c’è che dire..il futuro verrà ballando.
E avrà un bel bulbo, una scarpetta comoda, il senso del ritmo (soprattutto per i ritmi jazz). E nel mio caso, qualche scheggia di legno nelle mani. Ma soprattutto avrà i contorni di un pomeriggio a spasso con le mie amiche (che sono tutte avvisate: compriamoci una pelliccia – di ecopelle).
questo post lo dedico a unodeidue, lo aspetto difronte a un piatto di gramigna con la salsiccia.

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