domenica 1 gennaio 2012

giorni differenti due.zero (1/2)

Be’, pare che la carovana festivalizia che ci traghetta da natale a capodanno sia arrivata al suo punto di decantazione massima. Dopo i botti, i trick e track, i tappi di spumanti scadenti e/o costosi (ricorderò per sempre una mia ex coinquilina che in un capodanno in piazza per il concerto di Goran Bregovic sbagliò bottiglia e aprì sulla folla un Berlucchi) siamo arrivati al primo giorno dell’anno. Quello dei buoni propositi.
Ieri ho augurato a tutti i miei amici e alle persone a cui voglio bene di non sprecare nemmeno un giorno di quest’anno appena nato, anche perché pare sarà un po’ più corto degli altri; le risposte sono state varie: alcuni non hanno risposto (e che ti costa cribbio, stai già finendo in uno dei ‘black’ propositi dell’anno nuovo, BASTA BENEFICIENZA), altri hanno rimarcato che essendo bisestile in realtà è pure più lungo, altri (pochi, devo dire forse gli unici che hanno capito la mia sottile allusione al 21.12.12) hanno risposto che sperano che i maya fossero ubriachi e ad un festino molesto quando hanno fatto la loro predizione e qualcun’altro mi ha risposto sorprendendomi: ti auguro lo stesso aggiungendo di non sprecarne nemmeno uno di giorni con persone inutili.
Ecco, io non ci avevo pensato. Io avevo formulato il mio augurio guardando ad un’economia spicciola se volete ..dei giorni fatti di ingorghi lavorativi, di traffico, di problemi, tutti quei tipi di giorni che ti fanno scivolare via la vita senza rendertene conto. Ma chi mi ha mandato quel messaggio ha ragione (senza dire che mi conosce) e per più di una ragione: la tipologia di giorni scialbi, quelli da non ricordare, non potrà mai essere debellata a meno che non ci si ritiri in un eremo o in una spiaggia caraibica tentando di interpretare il rumore del silenzio. La differenza tra subire quei giorni o farne qualcosa di buono sta nelle scelte che facciamo noi. Sta nelle persone con cui decidiamo di impiegare il nostro tempo (quello migliore) e le nostre energie. Entrando ancora un po’ di più nella scatola cinese di rimandi psicologici..la differenza sta in come ti vedi tu quando ‘abiti’ ognuno dei tuoi giorni. Ogni ‘outfit’ dovrebbe portarsi dietro gli accessori migliori, per cui, come non indossereste mai (immagino) una camicia a righe su un pantalone a scacchi (la faccio proprio semplice, non mi addentro in esempi di accostamento cromatico) così non dovreste mai decidere di accompagnarvi a persone potenzialmente righe. O potenzialmente scacchi.
Insomma..riformulo per tutti il mio augurio: che quest’anno appena nato e bisestile ma catastroficamente più corto di 9 giorni, sia un anno in cui ognuno di noi riesca a sentire ogni giorno e riesca a farne qualcosa di buono per se’ - sempre. Il che comporta che se nell’armadio avete una serie di camicie a righe e una serie di pantaloni a scacchi forse è arrivato il momento di fare spazio a nuove camicie o nuovi pantaloni. D’altronde sono giorni perfetti per pulire gli armadi. Fuori iniziano pure i saldi.
Auguri.

Nessun commento:

Posta un commento