Che uno..come dire..resiste. Resiste alle intemperie, resiste alle difficoltà negli spostamenti, resiste al senso di armageddon imposto dalle tv regionali e nazionali (coadiuvato dal fatto, eccezionale e preoccupante, che il padre supereroe e tuttofacente per eccellenza, non riesca a dormire la notte preoccupato dal peso specifico della neve gravante sui terrazzi di casa in romagna – una casa di nuova costruzione e, mi auguro, logiche strutturali quanto meno moderne)..insomma uno resiste.
E nonostante i disagi portati dal continuo nevicare tenti anche di modularti sui nuovi ritmi, ti ritagli del tempo di euforia bambinesca andando a fare a gara di palle di neve o andando a ‘bobbare vintage’ (aka usare dei sacchi hera per la raccolta carta come bob) a villa ghigi, rallenti ogni neurone e provi con gioia a vivere in simbiosi con quel che la natura fuori sta chiarendo a lettere piuttosto grandi: è inverno e io nevico. Perché sì.
Ma dopo due settimane in cui non conosci altra scarpa al di fuori dell’ Hunter, in cui ogni volta che ti viene fame pensi a zuppe, minestre, brodini e consommé lo sai che arriverà un punto in cui la tua mente farà come madre natura: è inverno e io voglio il cioccolato. Perché sì.
Così ieri ho comprato un libro di cucina sul cioccolato e oggi ho elaborato la mia ricetta prendendo spunto da un paio di ricette del libro riviste un po’ in dosi e ingredienti:
Per la base della torta ho preso ca. 120 gr di farina bianca e l’ho setacciata con ca. 40 gr di cacao amaro in una terrina. Ho aggiunto 2 cucchiai colmi di fruttosio a velo (la ricetta diceva zucchero a velo ma io l'ho sostituito con il fruttosio) e poi ho aggiunto 50 gr di burro ammorbidito e ½ tuorlo. La ricetta originale elargiva porzioni molto più generose di burro per cui per compensare ho usato un po’ di latte. Ho poi impastato il tutto fino al completo assorbimento del burro e ho formato una palla che ho messo a riposare in frigo nella pellicola trasparente per ca. 1 ora.
Una volta passato il tempo di riposo della pasta ho lavorato l’impasto con mattarello e creato un disco tondo di ca. 26/28 cm di diametro che ho steso poi in una tortiera di 23 cm di diametro ricoperta da carta da forno. Mi sono aiutata con le dita per creare un bordo alto almeno 2/3 cm. Ho bucherellato la pasta con una forchetta e infornato in forno preriscaldato a 180° per ca. 15 min. Nel frattempo ho preparato la farcitura mettendo in un pentolino 120 ml di panna liquida fresca insieme a 150 ml di latte (io ho usato il parzialmente scremato, immagino quello intero sia ancora meglio). Ho portato il tutto a ebollizione e poi, tolto dal fuoco, ho aggiunto 170 gr di cioccolato fondente (scegliendo quello al 72%), un paio di cucchiai di fruttosio e mescolato fino a ottenere una crema omogenea. Ho aggiunto a questo punto un uovo intero più il resto dell’uovo usato per la base e mescolato ancora un po’. Visto che l’accostamento mi piaceva e li avevo in casa ho aggiunto al composto ca. 50 gr di frutti rossi misti (nel mio caso era un misto di more, ciliegie nere e lamponi ma anche i mirtilli vanno benissimo).
Una volta sfornata la base ho riempito la torta con la crema di cioccolato e frutti rossi e ho rimesso in forno, sempre a 180°, per 20 minuti + altri 20 minuti successivi a 150°.
Una volta sfornato bisogna lasciare riposare almeno un’ora, nella quale vi consiglio di distogliere l’attenzione da ciò che avete appena prodotto per lasciare decantare l’attesa.
Io ho portato in cantina i resti dell’albero di natale (ci tenevo a farlo prima di carnevale).
Poi, mentre fuori la neve si placa (chissà per quanto) e cominciano a sentirsi le voci della gente che esce dalle case per imbracciare pala e decongelante..tu stai ascoltando Always true to you in my fashion e assapori una bollente tisana ai frutti rossi accompagnata da una fettina di paradiso. A cui unisci un po' di panna e qualche amaretto spezzato.
Oh..infondo hai resistito ben due settimane prima di cedere al fascino del 72%. E chiunque abbia un rapporto sano con il cioccolato lo sa che è difficile fingere di non sentire la voce. Che credo di aver scoperto essere amplificata elettromagneticamente dalla neve. Sarà questione di onde e frequenze probabilmente. D'altronde è la natura che lo dice: perchè sì.












