Ieri sono andata come tutti i sabati al mercato della terra e mi sono fatta attrarre dalla verdura dell’azienda agricola Il Cucco che aveva del freschissimo cavolo nero e altri parenti della famiglia. Dopo una fila enorme (tralascio che non avevo visto il bigliettino elimina code e ho saltato un giro come al monopoli?) arriva il mio turno e il Sig Cucco (credo sia lui) mi serve il cavolo nero, una zucca e del cavolo romano. Il tutto con un sorriso e una tenerezza che lo avrei abbracciato. Felice penso al freddo gelido che pare stia arrivando e mi beo all’idea della zuppa di cavolo nero che mi sarei preparata l’indomani, ossia oggi.
Per questa ricetta tralascio le qtà in grammi degli ingredienti perché vale un po’ la regola del ‘quanti siamo a tavola’ e/o ‘una volta che ci sono faccio provviste per il congelatore’ per cui ho usato un mazzetto di cavolo nero abbastanza grosso, un porro, due coste di sedano, 3 patate piccole, una mezza zucca (di questa posso dire che saranno stati ca.. 400 gr), un cavolo romano, un mazzetto di fagiolini, una zucchina grossa, qualche pomodorino, due cucchiai di piselli congelati (eh..mica è primavera), altrettanto di ceci e lenticchie rosse precotte (eh..mica abbiamo tutto il tempo di cuocere i ceci e le lenticchie) e un paio di dadi bio per il brodo. Occorrono anche pomodorini per la caramellatura, del pane (meglio se integrale), qualche fettina di provola piccante e delle noci.
Una volta cotta le verdure (tempo di cottura ca.40 min) ho passato il tutto al frullatore per evitare che usando solo il minipimer il cavolo nero potesse lasciare ‘vivi’ i filamenti più duri del suo gambo (potrei uccidere per un filamento duro effetto barba di carciofo dentro una zuppa..), in questo modo si ottiene una crema veramente vellutata. Ho aggiustato di sale e rimesso in pentola a fuoco basso.
A questo punto si passa alla fase decorativa del piatto che in quanto tale è forse necessaria quanto il piatto stesso..al mercato avevo comprato anche una pagnotta di pane di farro dal Molino del Dottore perfetto per passarlo al forno con sopra della provola piccante e noci.
Mentre il pane si abbrustolisce via di caramello! In una padella mettere due cucchiai di aceto balsamico e uno di zucchero (io ho usato il fruttosio) e cuocere il composto a fuoco lentissimo, tagliare a metà - in orizzontale - i pomodorini (io ho usato i pachino, una varietà già dolce di per sé) e unirli al composto caramellato lasciando andare a fuoco basso. Quando i pomodorini cominciano ad asciugarsi diventando di un colore scuro aggiustare di sale e aggiungere una spruzzata di origano.
Versare la zuppa, aggiungere i crostini e i pomodorini caramellati e sedersi a tavola per un meritato pranzo domenicale aspettando che arrivi veramente il gelo mentre magari la selezione musicale random del tuo pc ti restituisce la versione di La vie en rose - Nataly Dawn ed è tutto perfetto.
Ah!dimenticavo…il piatto si chiama promemoria (e io dimenticavo) perché ieri il sig. Cucco nel darmi la spesa mi dice: tenga, le metto dentro sia lo scontrino che il promemoria:
ecco..io per cose così, i conti fatti a mano, i fogli a quadretti, la tenerezza di certi sorrisi, posso sciogliermi. Buona domenica sig. Cucco, il suo cavolo nero è davvero buono.




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